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09/05/2019

Alexander Vlasov, un #UYNNER in rampa di lancio

A soli 23 anni il ciclista russo del team Gazprom-RusVelo è tra i talenti più promettenti in gruppo: decimo al Tour of The Alps, terzo alla Vuelta Asturias. Dietro alle sue straordinarie performance c’è l’abbigliamento high-tech di UYN

Segnatevi questo nome: Alexander Vlasov. A 23 anni appena compiuti, è già tra i talenti più promettenti del ciclismo mondiale. Russo di Vyborg, città medievale al confine con la Finlandia, non lontano da San Pietroburgo, vive da tempo in Italia ed è la stella della Gazprom-RusVelo, la squadra Professional che indossa l’abbigliamento ad alta tecnologia di UYN, in gara e nei momenti di riposo.

Vlasov è finito sotto i riflettori l’anno scorso quando ha conquistato il Giro d’Italia Under 23, una delle corse a tappe più importanti del panorama giovanile, che in passato ha lanciato campioni come Marco Pantani e Gilberto Simoni. Questa stagione è la prima che lo vede impegnato esclusivamente nel calendario professionistico. Dopo aver mostrato il suo valore alla Ruta del Sol (ottavo) e al neonato Giro di Sicilia (quarto), ha impressionato gli addetti ai lavori all’ultimo Tour of The Alps (22-26 aprile), correndo sempre al fianco dei migliori e centrando il decimo posto finale. La gara tra Tirolo e Alto Adige è tra gli appuntamenti più prestigiosi in preparazione al Giro d’Italia, per la difficoltà del percorso e per il livello dei partenti. Vlasov ha lottato sulle salite alpine con avversari del calibro di Vincenzo Nibali, Chris Froome e Rafal Majka. Una settimana dopo ha ribadito la sua classe terminando sul podio (terzo) della Vuelta Asturias e indossando la maglia di miglior giovane.

Alexander, ti aspettavi questi risultati?

«Il Tour of the Alps è stata una corsa dura, mi sono mancate un po’ le forze sull’ultima salita ma sono molto contento per la prestazione. In generale, mi sto trovando molto bene nel gruppo dei professionisti. Sono migliorato nella tattica e nel fisico: ora riesco a reggere i ritmi, a correre con la testa».

Quali sono gli obiettivi della tua stagione?

«Sarò al via del Giro di Slovenia, dei campionati nazionali e del Sibiu Tour. In agosto c’è il grande appuntamento con il Giro di Polonia, una corsa World Tour. Il mio obiettivo è festeggiare una vittoria, la prima tra i professionisti».

Ti abbiamo visto alla ruota dei migliori in salita: quali sono le tue caratteristiche come corridore?

«Voglio migliorare in salita e a cronometro. Seguo allenamenti molto rigidi e sto attento alla dieta, ma senza ossessioni: ogni tanto, se voglio un hamburger, me lo concedo».

La corsa dei sogni?

«Ho già vinto la maglia rosa tra gli under 23, il sogno sarebbe riuscirci anche come professionista».

Perché hai scelto di diventare un ciclista?

«Da piccolo giocavo a calcio, poi a sette anni ho provato la bicicletta e mi è piaciuto di più. Fino a 18 anni ho corso in Russia, poi in Europa con la Nazionale under 23 e in Italia con la Viris-Maserati. Ho vissuto per tre anni a Vigevano: ero solo in casa, ho imparato a cucinare e fare i lavori domestici. All’inizio è stata dura, soprattutto per la lingua, poi mi sono abituato. Da due anni vesto la maglia della Gazprom-RusVelo e mi sono trasferito nella zona del Lago di Garda».

Chi è il tuo modello come ciclista?

«L’olandese Tom Dumoulin. Fortissimo a cronometro, ma anche in salita».

Quali caratteristiche deve avere il migliore abbigliamento per un professionista come te?

«Leggerezza e traspirazione. Non deve essere pesante e non deve stringere: da questo punto di vista, UYN è eccezionale».

Come ti trovi con i prodotti UYN?

«Devo dire che il pantaloncino Alpha Biking mi ha sorpreso per comodità e prestazioni. Il fondello garantisce la giusta protezione anche nelle tappe più lunghe, mentre la combinazione tra lycra e tessuto seamless lo rende estremamente traspirante e stabile: rimane sempre in posizione, non crea alcun fastidio. Di UYN mi colpisce l’attenzione per i dettagli: tutto è rivolto alla migliore performance. La maglia intima e le calze non sono semplici accessori, ma prodotti di grande qualità che aiutano l’atleta a dare il massimo. Ad alti livelli, queste differenze si avvertono e risultano decisive».